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| Boulevard Saint-Germain, Paris 5e |
19 febbraio 2013
Pope su foie gras
27 novembre 2012
4 luglio 2012
Orecchie di porco, meduse al cetriolo o marmitta di testa di leone?
scritto da
francesca
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11:46
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25 gennaio 2011
Scacco a Mao
Rue Monge, Paris 5e
Con questi pezzi, per soli 181 € (scacchiera compresa), potrete finalmente lanciarvi in un duello all'ultimo sangue tra il vostro Mao-Tse-Tung di 84 millimetri, fiancheggiato dalla fedele Regina Jiāng Qīng (江青), aka «Madame Mao», e il Generalissimo Chiang Kai-shek (蔣介石) in alta uniforme, anch'esso di 84 millimetri, coadiuvato dalla First Lady e Regina Soong May-ling (宋美齡), aka «Madame Chiang Kai-shek».
Completano i pezzi due burocrati del Guomintang (中國國民黨) e due del Partito Comunista Cinese (中国共产党) nella parte degli alfieri, due alti ufficiali dell'Esercito nazionale rivoluzionario (國民革命軍) e due dell'Esercito di liberazione del popolo (中国人民解放军) in quella dei cavalli, quattro splendide torri che inalberano i vessilli dei due rispettivi schieramenti e i soldati di fanteria dei due eserciti, nel ruolo dei pedoni.
Un'occasione imperdibile.
scritto da
arco
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13:47
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tags: comunismo, giochi, Mao, mi tube es tu tube, parigi, scacchi, vetrine
19 luglio 2009
I've got a clan of gingerbread men
Take a couple if you wish, they're on the dish.
scritto da
arcomanno
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22:26
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tags: londra, mi tube es tu tube, suoni, vetrine, viaggi
20 maggio 2009
Sinistra Toscana
scritto da
arcomanno
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12:35
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tags: botteghe oscure, comunismo, epidermicamente, Lucca, provincia toscana, vetrine, viaggi
5 maggio 2009
Non si butta via niente
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arcomanno
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10:24
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22 ottobre 2008
Belgian style
Le vetrine del centre culturale belga Wallonie-Bruxelles di Parigi, dedicata ai 25 anni della serie a fumetti Les Cités obscures di François Schuiten et Benoît Peeters. Il centro ospita una mostra di disegni originali dei due artisti che inizia già in strada, con la vetrina che frana.Stilosi, questi belgi.
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arcomanno
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09:46
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18 agosto 2008
Klaatu barada nikto!
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arcomanno
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00:00
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tags: botteghe oscure, parigi, robots, sciocchezzuole, vetrine
8 gennaio 2008
"And yes, I wanna play: I really really do!"
Manichino (sicuri?) in una boutique di abbigliamento vintage,
Rue du Cygne (1er)
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arcomanno
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13:54
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tags: botteghe oscure, dexter, parigi, telefilm, vetrine
16 marzo 2007
La coppia di pesci martello in cristallo che ho sempre sognato
Un dico?
Ma, dico, scherziamo?
Piuttosto un pacs alla messicana!
PPSS: Occhio che questo, insieme al negretto vestito di bianco che regge un lampione (eh, purtroppo è difficile a fotografarsi perché sta in fondo al negozio!), è il pezzo forte della lista, dunque toccherà a uno dei due testimoni (all'altro, ovviamente, il negretto).
Scherzi a parte, questa botteguccia è reputata all over the world e, come i migliori, ha sedi a Tokyo, Roma, New York e Londra... Girando sul web ho scoperto che il suo fondatore è di origini veneziane (in effetti, a guardar bene si sarebbe dovuto sospettare un pizzico tamarro-style di quel made in italy che tutto il mondo ci invidia) è amante dell'opera di Leonardo da Vinci (?!?) ed è definito, molto modestamente, come "l'imperatore della decorazione di lusso nel mondo intero".
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arcomanno
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18:38
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tags: animali, botteghe oscure, pacs, parigi, vetrine
12 marzo 2007
Buongustai
Bighellonando dalle parti del Faubourg St. Antoine, un pomeriggio di sole, mi gustavo bellamente due passi tranquilli a zigozago tra i numerosi passages di cui il quartiere è ancora fornito.Così, tra una bottega di falegname che ha visto giorni migliori e un teatro di marionette per bambini, mi ritrovo davanti ad un ristorantino très sympa, proprio all'angolo del Passage de la bonne graine; classico restofrancese, dotato della lavagnetta regolamentare con il menù del giorno, un arredamento carino e molto tipico, e soprattutto una sfilza di vetrofanie delle guide più in: pudlo, nova, cityvox, time out paris, routard, ecc.
Segnalazioni a parte, il menù era interessante e non eccessivamente caro: di più, il luogo sembrava anche molto accogliente. Se fosse stato aperto, sarei certamente entrato. E se il proprietario si fosse chiamato Bob, gli avrei certamente detto: “Ciao, Bob. E' un bellissimo localino, Bob!”
Ma il locale era chiuso e io mi sono dovuto accontentare di una sbirciata.
Mentre il mio sguardo va su e giù per la sala, l’occhio mi cade su un tavolino messo accanto alla vetrina che faceva bella mostra di un'esposizione di formaggi francesi. E lì mi sono detto: ma dai, che carino! Guarda là che insieme ai formaggi in esposizione ci hanno messo anche un topolino! Noooo, davvero, che simpaticoni!

Solo che il topolino da esposizione era così perfetto che si muoveva e addirittura sgranocchiava il formaggio da esposizione (che dunque, anch’esso, tanto da esposizione non doveva essere).
Faccio appena in tempo a fare un fischio a Francesca che lei accorre subito con la sua macchina fotografica e immortala magistralmente il piccolo roditore della famiglia dei muridi del genere Mus.
Ed eccolo là, un tantinello spaventato e un attimo prima della sua rapida scomparsa sotto il tavolo.
Beh, certo non era un tarpone d’Arno di quelli che una volta si vedevano correre lungo le spallette e tra i lungarni a Pisa...
Inutile dire che il ristorante non l'abbiamo mai provato; non che negli altri si sia proprio sicuri di non trovare strani animali che si aggirano tra la cucina e la sala, ma come si dice: finché stanno lontani dagli occhi...
Rimanendo in tema, forse avremmo dovuto consigliare al proprietario del ristorante un negozio dalle parti delle Halles che vende di tutto per distruggere gli animali nocivi.
Il suo pezzo forte sono ovviamente i topi, poiché le Halles una volta erano il mercato all'ingrosso di generi alimentari (e altro) di Parigi e uno dei posti preferiti da questi simpatici roditori. I quali, da quando nel 1969 il mercato fu chiuso e spostato a Rungis, fuori Parigi, non avendo più niente da mangiare, decisero di andare a cercarsi il cibo in tutte le case del quartiere.C'è da credere che per il negozio in questione, quello fu un periodo d'oro...
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arcomanno
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23:36
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tags: animali, botteghe oscure, cibo, parigi, segni, vetrine
1 marzo 2007
(OUT)LAND EMPIRE
La foto rappresenta una delle tante vetrine di uno dei miei negozi preferiti di Parigi (per intenderci, quello dove farò la lista di nozze, mettendo in cima ai miei desideri la coppia di pesci martello in cristallo che ho sempre sognato per il nostro salotto).
Del negozio ne parlerò diffusamente in un prossimo post con annessa galleria fotografica (promesso): questo è solo un assaggio, giusto una scusa per riparlare di Lynch.
Tra il Gallo di Murano, infatti, e il vaso color pistacchio se ne sta lì, si vede bene, il nano di Twin Peaks… Il décor dell’ultimo film, invece, l’ho trovato di un kitsch più freddo e, se possibile, ancora più inquietante, e questo sia nel kitsch squallido della sit-com conigliesca che in quello chiassoso della casa di Laura Dern (o di quella dei gangster polacchi). Sarà che forse era il film stesso ad essere molto più freddo e "senza nessuna via d'uscita"?
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arcomanno
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19:19
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tags: botteghe oscure, cinema, parigi, vetrine, visioni








