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25 gennaio 2011

Scacco a Mao


Rue Monge, Paris 5e

Bellissima serie di pezzi di scacchi: «I Nazionalisti e i Comunisti», in resina dipinta a mano, piombati e con feltro alla base. Altezza del Re: 84 mm.
Con questi pezzi, per soli 181 € (scacchiera compresa), potrete finalmente lanciarvi in un duello all'ultimo sangue tra il vostro Mao-Tse-Tung di 84 millimetri, fiancheggiato dalla fedele Regina Jiāng Qīng (江青), aka «Madame Mao», e il Generalissimo Chiang Kai-shek (蔣介石) in alta uniforme, anch'esso di 84 millimetri, coadiuvato dalla First Lady e Regina Soong May-ling (宋美齡), aka «Madame Chiang Kai-shek».
Completano i pezzi due burocrati del Guomintang (中國國民黨) e due del Partito Comunista Cinese (中国共产党) nella parte degli alfieri, due alti ufficiali dell'Esercito nazionale rivoluzionario (國民革命軍) e due dell'Esercito di liberazione del popolo (中国人民解放军) in quella dei cavalli, quattro splendide torri che inalberano i vessilli dei due rispettivi schieramenti e i soldati di fanteria dei due eserciti, nel ruolo dei pedoni.
Un'occasione imperdibile.

19 luglio 2009

I've got a clan of gingerbread men

Here a man, there a man, lots of gingerbread men. 
Take a couple if you wish, they're on the dish.

Electric Avenue, Brixton, London.


5 maggio 2009

Non si butta via niente

Attanagliati dalla crisi economica? Nel panico da febbre suina? Col pratico portafoglio oink oink risparmierete gli spiccioli ed esorcizzerete la paura irrazionale per l'animale più simpatico del mondo.

Rue du pont Louis-Philippe, Paris 4e.

22 ottobre 2008

Belgian style

Le vetrine del centre culturale belga Wallonie-Bruxelles di Parigi, dedicata ai 25 anni della serie a fumetti Les Cités obscures di François Schuiten et Benoît Peeters. Il centro ospita una mostra di disegni originali dei due artisti che inizia già in strada, con la vetrina che frana.

Stilosi, questi belgi.

8 gennaio 2008

16 marzo 2007

La coppia di pesci martello in cristallo che ho sempre sognato

E' in cima alla mia lista di nozze, che forse saranno un pacs, oppure anche niente.

Come dice?
Un dico?
Ma, dico, scherziamo?
Piuttosto un pacs alla messicana!

PS: Ma si fanno le liste di pacs?

PPSS: Occhio che questo, insieme al negretto vestito di bianco che regge un lampione (eh, purtroppo è difficile a fotografarsi perché sta in fondo al negozio!), è il pezzo forte della lista, dunque toccherà a uno dei due testimoni (all'altro, ovviamente, il negretto).

Scherzi a parte, questa botteguccia è reputata all over the world e, come i migliori, ha sedi a Tokyo, Roma, New York e Londra... Girando sul web ho scoperto che il suo fondatore è di origini veneziane (in effetti, a guardar bene si sarebbe dovuto sospettare un pizzico tamarro-style di quel made in italy che tutto il mondo ci invidia) è amante dell'opera di Leonardo da Vinci (?!?) ed è definito, molto modestamente, come "l'imperatore della decorazione di lusso nel mondo intero".

Ovviamente noi siamo degli snob ignorantoni che non possono capire niente, che rosicano solo perché non potranno mai permettersi la poltrona in radica di noce e pelle color vomito sullo sfondo (la quale è provvista, come i vecchi sedili degli intercity, di posacenere estraibile con pomello d'oro: quando si dice il funzionalismo, alla faccia di Le Corbusier e di tutta la Bauhaus!)

12 marzo 2007

Buongustai

Bighellonando dalle parti del Faubourg St. Antoine, un pomeriggio di sole, mi gustavo bellamente due passi tranquilli a zigozago tra i numerosi passages di cui il quartiere è ancora fornito.

Così, tra una bottega di falegname che ha visto giorni migliori e un teatro di marionette per bambini, mi ritrovo davanti ad un ristorantino très sympa, proprio all'angolo del Passage de la bonne graine; classico restofrancese, dotato della lavagnetta regolamentare con il menù del giorno, un arredamento carino e molto tipico, e soprattutto una sfilza di vetrofanie delle guide più in: pudlo, nova, cityvox, time out paris, routard, ecc.
Segnalazioni a parte, il menù era interessante e non eccessivamente caro: di più, il luogo sembrava anche molto accogliente. Se fosse stato aperto, sarei certamente entrato. E se il proprietario si fosse chiamato Bob, gli avrei certamente detto: “Ciao, Bob. E' un bellissimo localino, Bob!”

Ma il locale era chiuso e io mi sono dovuto accontentare di una sbirciata.
Mentre il mio sguardo va su e giù per la sala, l’occhio mi cade su un tavolino messo accanto alla vetrina che faceva bella mostra di un'esposizione di formaggi francesi. E lì mi sono detto: ma dai, che carino! Guarda là che insieme ai formaggi in esposizione ci hanno messo anche un topolino! Noooo, davvero, che simpaticoni!
Solo che il topolino da esposizione era così perfetto che si muoveva e addirittura sgranocchiava il formaggio da esposizione (che dunque, anch’esso, tanto da esposizione non doveva essere).
Faccio appena in tempo a fare un fischio a Francesca che lei accorre subito con la sua macchina fotografica e immortala magistralmente il piccolo roditore della famiglia dei muridi del genere Mus.
Ed eccolo là, un tantinello spaventato e un attimo prima della sua rapida scomparsa sotto il tavolo.
Beh, certo non era un tarpone d’Arno di quelli che una volta si vedevano correre lungo le spallette e tra i lungarni a Pisa...

Inutile dire che il ristorante non l'abbiamo mai provato; non che negli altri si sia proprio sicuri di non trovare strani animali che si aggirano tra la cucina e la sala, ma come si dice: finché stanno lontani dagli occhi...

Rimanendo in tema, forse avremmo dovuto consigliare al proprietario del ristorante un negozio dalle parti delle Halles che vende di tutto per distruggere gli animali nocivi.

Il suo pezzo forte sono ovviamente i topi, poiché le Halles una volta erano il mercato all'ingrosso di generi alimentari (e altro) di Parigi e uno dei posti preferiti da questi simpatici roditori. I quali, da quando nel 1969 il mercato fu chiuso e spostato a Rungis, fuori Parigi, non avendo più niente da mangiare, decisero di andare a cercarsi il cibo in tutte le case del quartiere.

C'è da credere che per il negozio in questione, quello fu un periodo d'oro...

(Photo courtesy of Lotte)

1 marzo 2007

(OUT)LAND EMPIRE

La foto rappresenta una delle tante vetrine di uno dei miei negozi preferiti di Parigi (per intenderci, quello dove farò la lista di nozze, mettendo in cima ai miei desideri la coppia di pesci martello in cristallo che ho sempre sognato per il nostro salotto).

Del negozio ne parlerò diffusamente in un prossimo post con annessa galleria fotografica (promesso): questo è solo un assaggio, giusto una scusa per riparlare di Lynch.

Tra il Gallo di Murano, infatti, e il vaso color pistacchio se ne sta lì, si vede bene, il nano di Twin Peaks… Il décor dell’ultimo film, invece, l’ho trovato di un kitsch più freddo e, se possibile, ancora più inquietante, e questo sia nel kitsch squallido della sit-com conigliesca che in quello chiassoso della casa di Laura Dern (o di quella dei gangster polacchi). Sarà che forse era il film stesso ad essere molto più freddo e "senza nessuna via d'uscita"?