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12 agosto 2013

Il ritorno dei lapini

Cinque anni dopo, il coniglio della BnF è tornato. Anzi, stavolta sono almeno in tre.
I dubbi riguardo la loro origine e funzione rimangono gli stessi di cinque anni fa.
Il fatto che io, dopo cinque anni, sia ancora qui a fotografarli, beh...
Buone vacanze.


Il lapino culobianco



12 maggio 2010

30 aprile 2010

Hai voluto vedere Madrid...

Barajas, T4

Calle de Fuencarral

Gran Via

Sin título

La stazione di Atocha dal Museo Reina Sofia


Calle de Espoz y Mina

Plaza de La Puerta del Sol

Una piccola sorpresa da questo primo viaggio in terra iberica: i francesi non sono i soli ad essere posseduti dalla sacra furia traduttiva. Il quadro più bello del Prado, ad esempio, l'ha dipinto El Bosco. Per non parlare del magnifico autoritratto di Alberto Durero, conservato nello stesso museo. Non siete ancora convinti? Allora mangiatevi un perrito caliente. Buon appetito!

5 maggio 2009

Non si butta via niente

Attanagliati dalla crisi economica? Nel panico da febbre suina? Col pratico portafoglio oink oink risparmierete gli spiccioli ed esorcizzerete la paura irrazionale per l'animale più simpatico del mondo.

Rue du pont Louis-Philippe, Paris 4e.

1 aprile 2009

Poisson d'avril

18 dicembre 2008

Dicevo io: cuniculus

Un comunicato ufficiale della BnF fa luce sull'inquietante presenza di due coniglietti nel giardino della biblioteca. Pare che un timore stile "Night of the Lepus" sia scongiurato, ma il testo non risolve totalmente gli inquietanti interrogativi. Ai quali ne aggiungiamo un altro: chi è che sbrana le carcasse dei piccioni? E' presto per parlare di allarme? I cittadini e i lettori hanno il diritto di sapere.

"Nel mese di Luglio è stata constatata la presenza di due conigli nel giardino centrale del Sito François Mitterrand della Biblioteca Nazionale. Dopo varie investigazioni e consultazioni, gli specialisti del Museo di Storia Naturale, chiamati sul luogo, hanno potuto identificare la specie: si tratta di una specie di coniglio domestico (Oryctolagus cuniculus) la cui morfologia è simile a quella della lepre [lo dicevo io: cuniculus].
La BnF, insieme agli esperti del Museo, ha messo in opera un procedimento di cattura senza rischio per i conigli. L'eventualità che siano di sesso differente non è da escludere: c'è dunque un rischio importante di riproduzione e di proliferazione all'interno del giardino. Oltre le tracce di scavo già percepibili, la loro pratica alimentare porterà presto ad un impoverimento della biodiversità della flora del giardino. In più, questi animali, molto simpatici visti dal corridoio del Rez-de-jardin, sono in realtà in cattività [avversativa incomprensibile: e allora? Per questo devono essere meno simpatici?]: non sono venuti liberamente e non possono uscire da soli [ecco che spuntano le inquietanti domande: chi ce li ha portati? Chi li tiene prigionieri? Sono tutti e due numero 6? Chi è il numero 1?]
Per questi motivi, questi piccoli mammiferi lasceranno presto la loro villeggiatura estiva per un altro luogo più adatto. Il Servizio Spazi Verdi della Città di Parigi è pronto ad accoglierli al Bois de Vincennes, dove saranno in compagnia di altri animali. La BnF veglierà affinché siano trattati con la più grande cura.[perché? Non si fidano? C'entrano qualcosa? E' un complotto?]"

Nel frattempo, uno dei due coniglietti ha aperto una pagina su facebook. Io gli ho chiesto amicizia, e lui, gentilmente, ha accettato. Scorrendo il suo profilo, non solo si scopre che l'eventualità dei sessi differenti non era da escludere, ma che ha anche prodotto 7 piccoli esemplari. L'ultimo suo messaggio, prima della partenza al Bois de Vincennes, lascia forti speranze di un ritorno in grande stile:

"E' probabile che la vita che abbiamo trascorso nel giardino darà luogo ad una costruzione leggendaria e che, tra qualche generazione, un movimento messianico vedrà la luce e proporrà a tutta la tribù un ritorno alla terra dei nostri antenati. Per quel che mi riguarda, io invoco Colui Che Apre le Porte perché reintroduca altri esseri viventi, come già lo ha fatto l'estate scorsa; i miei 7 cuccioli ed io siamo a disposizione, bisognerà solo prevedere un paniere più grande. Ci rivediamo in primavera?"

14 ottobre 2008

Conigli bibliofili

Dentro quel bel complesso di ferro vetro e legno che è la BnF, c’è uno strano giardino; dentro al giardino ci sono degli alberi bassi, degli alberi alti (piuttosto malandati e per questo imbracati contro probabili cadute in caso di forte vento) e dei conigli. Che ci fossero i conigli io lo sapevo già, perché lui lo aveva scritto sul suo blog qualche mese fa e me lo aveva poi ripetuto a voce in una pausa merenda (per la verità piuttosto lunga) nel Club delle lettere (che non è un’antica associazione rivoluzionaria un po’ snob, ma uno dei 4 luoghi del Rez-de-jardin della biblioteca dove si può mangiare, telefonare, prendere un caffè o semplicemente dormire un po').
Ma, sapete com’è, io sono un po’ come l’apostolo: finché non vedo… non che non ci credessi, ma volete mettere vedere coi propri occhi? Quest’estate li avevo già visti: due, che brucavano tranquilli, tra un bosso ed un sassofrasso, come se ci fossero solo loro, ma non avevo la macchina fotografica (che era in mano di qualcuno che aveva promesso di documentare il suo viaggio dalle Alpi alle Piramidi – ossia dalla Val Gardena al Gargano – su questo blog, ma è ottobre inoltrato e noi stiamo ancora aspettando…).lapin bnf

Oggi invece, opportunamente fotomunito, riesco ad immortalare l’incontro et voilà: ecco a voi Monsieur Lapin che, solo soletto, fa merenda nel pratino della Biblioteca.

Mentre lo osservavo, mi domandavo: cosa diavolo ci fa un coniglio nel giardino della Bnf? Fa parte di un progetto parallelo per aumentare i finanziamenti della biblioteca?

- Pâté de Lapin BnFTM: le pâté des bibliophiles!

- Zampa di coniglio BnFTM: l’unico portafortuna ufficiale per le vostre discussioni di tesi e per i vostri concorsi!*
*l’effetto è garantito solo in Francia Metropolitana, Corsica compresa. Potrebbe funzionare nei DOM; probabilmente inefficace nei TOM; non serve a nulla nel resto del mondo.

Oppure combatte una impari e integrata lotta contro un’erba parassita che minaccia gli alberi? E’ un nuovo esperimento genetico tenuto all’oscuro dell’opinione pubblica?

E intanto il mio pensiero divagava, tra il giardino e i libri, l’eterna opposizione tra natura e cultura: ma siamo poi sicuri che al di là del vetro ci sia la natura? E al di qua? Siamo proprio sicuri che ci sia la cultura? E che questa sia opposta alla natura? All’improvviso il coniglio si è girato dalla mia parte e, interrompendo il flusso dei miei pensieri, mi ha detto: «Quando sento la parola cultura, metto mano alla carota!».
Spaventato, sono tornato a studiare.

5 ottobre 2008

22 maggio 2007

Pazienza

Non so come ha fatto, ma il piccolo ragnetto ha tirato su in un attimo questa tela complicatissima, tra il vaso di lavanda e la ringhiera del balcone... e il tutto subito dopo un acquazzone terrificante. Bisogna avere pazienza, ritessere, ricominciare sempre. La tela oggi non c'è più, ma lui è ancora in giro sul balcone, ha piazzato la sua rete da un'altra parte, e via così, fin quando non si stanca.
Ma si stancano mai, i ragni?

Detto questo, il nano transalpino è partito a razzo: citazione di Guy Moquet, partigiano comunista fucilato dai nazisti, e proposta di lettura della sua lettera d'addio tutti gli anni in tutti i licei di Francia; governo paraculo con ministri di sinistra (?), ex-condannati per corruzione (ma noi di sinistra siamo per il reinserimento sociale, vero?) con mandato all'ecologia; aperture ovunque.
Rispetto ai nani cisalpini (di destra e di sinistra, visto che qualcuno sostiene che Sarkozy sia più a sinistra di Cofferati) la distanza è come quella tra un tgv e la littorina a kerosene Pisa-Lucca.
In carrozza, allora: e buon viaggio.

16 marzo 2007

La coppia di pesci martello in cristallo che ho sempre sognato

E' in cima alla mia lista di nozze, che forse saranno un pacs, oppure anche niente.

Come dice?
Un dico?
Ma, dico, scherziamo?
Piuttosto un pacs alla messicana!

PS: Ma si fanno le liste di pacs?

PPSS: Occhio che questo, insieme al negretto vestito di bianco che regge un lampione (eh, purtroppo è difficile a fotografarsi perché sta in fondo al negozio!), è il pezzo forte della lista, dunque toccherà a uno dei due testimoni (all'altro, ovviamente, il negretto).

Scherzi a parte, questa botteguccia è reputata all over the world e, come i migliori, ha sedi a Tokyo, Roma, New York e Londra... Girando sul web ho scoperto che il suo fondatore è di origini veneziane (in effetti, a guardar bene si sarebbe dovuto sospettare un pizzico tamarro-style di quel made in italy che tutto il mondo ci invidia) è amante dell'opera di Leonardo da Vinci (?!?) ed è definito, molto modestamente, come "l'imperatore della decorazione di lusso nel mondo intero".

Ovviamente noi siamo degli snob ignorantoni che non possono capire niente, che rosicano solo perché non potranno mai permettersi la poltrona in radica di noce e pelle color vomito sullo sfondo (la quale è provvista, come i vecchi sedili degli intercity, di posacenere estraibile con pomello d'oro: quando si dice il funzionalismo, alla faccia di Le Corbusier e di tutta la Bauhaus!)

12 marzo 2007

Buongustai

Bighellonando dalle parti del Faubourg St. Antoine, un pomeriggio di sole, mi gustavo bellamente due passi tranquilli a zigozago tra i numerosi passages di cui il quartiere è ancora fornito.

Così, tra una bottega di falegname che ha visto giorni migliori e un teatro di marionette per bambini, mi ritrovo davanti ad un ristorantino très sympa, proprio all'angolo del Passage de la bonne graine; classico restofrancese, dotato della lavagnetta regolamentare con il menù del giorno, un arredamento carino e molto tipico, e soprattutto una sfilza di vetrofanie delle guide più in: pudlo, nova, cityvox, time out paris, routard, ecc.
Segnalazioni a parte, il menù era interessante e non eccessivamente caro: di più, il luogo sembrava anche molto accogliente. Se fosse stato aperto, sarei certamente entrato. E se il proprietario si fosse chiamato Bob, gli avrei certamente detto: “Ciao, Bob. E' un bellissimo localino, Bob!”

Ma il locale era chiuso e io mi sono dovuto accontentare di una sbirciata.
Mentre il mio sguardo va su e giù per la sala, l’occhio mi cade su un tavolino messo accanto alla vetrina che faceva bella mostra di un'esposizione di formaggi francesi. E lì mi sono detto: ma dai, che carino! Guarda là che insieme ai formaggi in esposizione ci hanno messo anche un topolino! Noooo, davvero, che simpaticoni!
Solo che il topolino da esposizione era così perfetto che si muoveva e addirittura sgranocchiava il formaggio da esposizione (che dunque, anch’esso, tanto da esposizione non doveva essere).
Faccio appena in tempo a fare un fischio a Francesca che lei accorre subito con la sua macchina fotografica e immortala magistralmente il piccolo roditore della famiglia dei muridi del genere Mus.
Ed eccolo là, un tantinello spaventato e un attimo prima della sua rapida scomparsa sotto il tavolo.
Beh, certo non era un tarpone d’Arno di quelli che una volta si vedevano correre lungo le spallette e tra i lungarni a Pisa...

Inutile dire che il ristorante non l'abbiamo mai provato; non che negli altri si sia proprio sicuri di non trovare strani animali che si aggirano tra la cucina e la sala, ma come si dice: finché stanno lontani dagli occhi...

Rimanendo in tema, forse avremmo dovuto consigliare al proprietario del ristorante un negozio dalle parti delle Halles che vende di tutto per distruggere gli animali nocivi.

Il suo pezzo forte sono ovviamente i topi, poiché le Halles una volta erano il mercato all'ingrosso di generi alimentari (e altro) di Parigi e uno dei posti preferiti da questi simpatici roditori. I quali, da quando nel 1969 il mercato fu chiuso e spostato a Rungis, fuori Parigi, non avendo più niente da mangiare, decisero di andare a cercarsi il cibo in tutte le case del quartiere.

C'è da credere che per il negozio in questione, quello fu un periodo d'oro...

(Photo courtesy of Lotte)

6 febbraio 2007

Hypocrite lecteur, — mon semblable, — mon frère !




      A Parigi, di questi tempi, fa abbastanza freddo e si incontrano strani animali per strada; sono piuttosto burberi, ma se glie lo chiedi con gentilezza accettano anche di farsi fotografare insieme a te (il sogno di ogni turista che si rispetti).
      Qui sopra potete vedere un esemplare, con occhiali da sole neri, sciarpa grigia e guanti dello stesso colore del mio mantello (ma il materiale è sintetico, ovviamente!).
      Credo faccia il cameriere in questo locale un po' equivoco, chiamato Les mille et une nuits (nome originale quanto i ristoranti italiani "pizza pasta" o i giapponesi "sushi wasabi"). Se passate da quelle parti (Place de la Contrescarpe) potreste pure fermarvi, anche se io non ci ho mai messo zoccolo; anzi, facciamo così: andateci voi che poi mi dite...