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| Rue du Roi de Sicile |
11 dicembre 2012
4 ottobre 2012
16 marzo 2012
11 maggio 2011
Piano piano
Una playlist pianistico-roccherrolla
I pezzi sono 22, totalmente arbitrari e non esaustivi del vastissimo programma (ora che ci penso, non ho messo neanche un pezzo di Vinicio Capossela, che qualche mese fa ha dato un bellissimo concerto di San Valentino alla Cigale, stracolma di espatriati italiani).
Tra classiconi e qualche chicca ripescata qua e là, mi pare in ogni caso un discreto inizio.
Buon ascolto.
scritto da
arco
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18:35
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tags: botteghe oscure, memoria, muxtape, opentape, parigi, piano piano, playlist, suoni
21 febbraio 2011
11 giugno 2010
2 settembre 2009
haivolutovederelucca
scritto da
Anonimo
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12:15
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tags: botteghe oscure, cartolyne dal mondo, Lucca, muri, provincia toscana, segni, vacanze, viaggi
26 luglio 2009
Tutankhamon Playmobil
scritto da
arcomanno
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12:57
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tags: botteghe oscure, londra, sciocchezzuole
13 giugno 2009
20 maggio 2009
Sinistra Toscana
scritto da
arcomanno
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12:35
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tags: botteghe oscure, comunismo, epidermicamente, Lucca, provincia toscana, vetrine, viaggi
18 agosto 2008
Klaatu barada nikto!
scritto da
arcomanno
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00:00
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tags: botteghe oscure, parigi, robots, sciocchezzuole, vetrine
8 gennaio 2008
"And yes, I wanna play: I really really do!"
Manichino (sicuri?) in una boutique di abbigliamento vintage,
Rue du Cygne (1er)
scritto da
arcomanno
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13:54
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tags: botteghe oscure, dexter, parigi, telefilm, vetrine
1 gennaio 2008
Un buon proposito per l'anno nuovo
Mi raccomando, mettetelo in pratica.
Auguri
scritto da
Anonimo
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18:42
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tags: 20e arrondissement, animali, botteghe oscure, parigi
25 agosto 2007
La rentrée
Per la verità, al mare ci siamo stati un pomeriggio, ed è stato forse l'unico momento di vero relax di tutta la "vacanza". Siamo stati tra Ortona, Orsogna e Pretoro (presepe schiacciato sui monti, dove abbiamo visto Ariane Ascaride mangiare cinghiale nei piatti di plastica), tra l'Adriatico e la Maiella, ospiti del Capitan Cerretano e della sua Lanaverre 590. Non ero mai stato in barca a vela, e in quelle poche ore mi sono divertito come un matto: fido prodiere agli ordini del capitano, ho cazzato e lascato, virato e manovrato come un vero lupacchiotto di mare: se non ci credete, qui trovate le foto di Francesca, che ha immortalato l'evento. Dell'impresa esiste anche un video, e visto che su youtube ci sono chiens et cochons, prima o poi...
Io invece ho beccato questa perla dietro al Lido Saraceni, a Ortona:
Cercando di capire il significato recondito del cartello, per qualche attimo mi sono immaginato di tutto: Padre Pio che impasta le mozzarelle di bufala, Padre Pio che appare al mozzarellaro di bufala e gli impartisce la remissione di tutti i peccati e gli guarisce la gotta, astuti e creativi artigiani che producono mozzarelle di bufala a forma di Padre Pio, treccioni di bufala affumicati da appendere come ex-voto...
La soluzione era invece più semplice e stava dall'altra parte del camion:
Le mozzarelle di bufala sono di "San Giovani Rotònto" (pronunciate con l'accento giusto, mi raccomanto); per quelli più duri, poi, c'è anche un'ulteriore spiegazione: "padre virgola pio".
Amen, e buon appetito.
scritto da
arcomanno
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13:24
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tags: botteghe oscure, cibo, padreppie, segni, signore dimmi perché, vacanze, viaggi
16 marzo 2007
La coppia di pesci martello in cristallo che ho sempre sognato
Un dico?
Ma, dico, scherziamo?
Piuttosto un pacs alla messicana!
PPSS: Occhio che questo, insieme al negretto vestito di bianco che regge un lampione (eh, purtroppo è difficile a fotografarsi perché sta in fondo al negozio!), è il pezzo forte della lista, dunque toccherà a uno dei due testimoni (all'altro, ovviamente, il negretto).
Scherzi a parte, questa botteguccia è reputata all over the world e, come i migliori, ha sedi a Tokyo, Roma, New York e Londra... Girando sul web ho scoperto che il suo fondatore è di origini veneziane (in effetti, a guardar bene si sarebbe dovuto sospettare un pizzico tamarro-style di quel made in italy che tutto il mondo ci invidia) è amante dell'opera di Leonardo da Vinci (?!?) ed è definito, molto modestamente, come "l'imperatore della decorazione di lusso nel mondo intero".
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arcomanno
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18:38
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tags: animali, botteghe oscure, pacs, parigi, vetrine
12 marzo 2007
Buongustai
Bighellonando dalle parti del Faubourg St. Antoine, un pomeriggio di sole, mi gustavo bellamente due passi tranquilli a zigozago tra i numerosi passages di cui il quartiere è ancora fornito.Così, tra una bottega di falegname che ha visto giorni migliori e un teatro di marionette per bambini, mi ritrovo davanti ad un ristorantino très sympa, proprio all'angolo del Passage de la bonne graine; classico restofrancese, dotato della lavagnetta regolamentare con il menù del giorno, un arredamento carino e molto tipico, e soprattutto una sfilza di vetrofanie delle guide più in: pudlo, nova, cityvox, time out paris, routard, ecc.
Segnalazioni a parte, il menù era interessante e non eccessivamente caro: di più, il luogo sembrava anche molto accogliente. Se fosse stato aperto, sarei certamente entrato. E se il proprietario si fosse chiamato Bob, gli avrei certamente detto: “Ciao, Bob. E' un bellissimo localino, Bob!”
Ma il locale era chiuso e io mi sono dovuto accontentare di una sbirciata.
Mentre il mio sguardo va su e giù per la sala, l’occhio mi cade su un tavolino messo accanto alla vetrina che faceva bella mostra di un'esposizione di formaggi francesi. E lì mi sono detto: ma dai, che carino! Guarda là che insieme ai formaggi in esposizione ci hanno messo anche un topolino! Noooo, davvero, che simpaticoni!

Solo che il topolino da esposizione era così perfetto che si muoveva e addirittura sgranocchiava il formaggio da esposizione (che dunque, anch’esso, tanto da esposizione non doveva essere).
Faccio appena in tempo a fare un fischio a Francesca che lei accorre subito con la sua macchina fotografica e immortala magistralmente il piccolo roditore della famiglia dei muridi del genere Mus.
Ed eccolo là, un tantinello spaventato e un attimo prima della sua rapida scomparsa sotto il tavolo.
Beh, certo non era un tarpone d’Arno di quelli che una volta si vedevano correre lungo le spallette e tra i lungarni a Pisa...
Inutile dire che il ristorante non l'abbiamo mai provato; non che negli altri si sia proprio sicuri di non trovare strani animali che si aggirano tra la cucina e la sala, ma come si dice: finché stanno lontani dagli occhi...
Rimanendo in tema, forse avremmo dovuto consigliare al proprietario del ristorante un negozio dalle parti delle Halles che vende di tutto per distruggere gli animali nocivi.
Il suo pezzo forte sono ovviamente i topi, poiché le Halles una volta erano il mercato all'ingrosso di generi alimentari (e altro) di Parigi e uno dei posti preferiti da questi simpatici roditori. I quali, da quando nel 1969 il mercato fu chiuso e spostato a Rungis, fuori Parigi, non avendo più niente da mangiare, decisero di andare a cercarsi il cibo in tutte le case del quartiere.C'è da credere che per il negozio in questione, quello fu un periodo d'oro...
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arcomanno
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23:36
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tags: animali, botteghe oscure, cibo, parigi, segni, vetrine
1 marzo 2007
(OUT)LAND EMPIRE
La foto rappresenta una delle tante vetrine di uno dei miei negozi preferiti di Parigi (per intenderci, quello dove farò la lista di nozze, mettendo in cima ai miei desideri la coppia di pesci martello in cristallo che ho sempre sognato per il nostro salotto).
Del negozio ne parlerò diffusamente in un prossimo post con annessa galleria fotografica (promesso): questo è solo un assaggio, giusto una scusa per riparlare di Lynch.
Tra il Gallo di Murano, infatti, e il vaso color pistacchio se ne sta lì, si vede bene, il nano di Twin Peaks… Il décor dell’ultimo film, invece, l’ho trovato di un kitsch più freddo e, se possibile, ancora più inquietante, e questo sia nel kitsch squallido della sit-com conigliesca che in quello chiassoso della casa di Laura Dern (o di quella dei gangster polacchi). Sarà che forse era il film stesso ad essere molto più freddo e "senza nessuna via d'uscita"?
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arcomanno
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19:19
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tags: botteghe oscure, cinema, parigi, vetrine, visioni













