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12 agosto 2013

Il ritorno dei lapini

Cinque anni dopo, il coniglio della BnF è tornato. Anzi, stavolta sono almeno in tre.
I dubbi riguardo la loro origine e funzione rimangono gli stessi di cinque anni fa.
Il fatto che io, dopo cinque anni, sia ancora qui a fotografarli, beh...
Buone vacanze.


Il lapino culobianco



9 marzo 2009

E infine uscimmo a riveder le ascelle

E' stata lunga, ma alla fine la tesi è stampata. Ci sono tante pagine, qualche parola scritta in greco, l'immancabile "Weltanschauung", una "Aufhebung eteronoma" (che non ho la minima idea di cosa voglia dire) e una citazione nascosta di Marsellus Wallace: direi che per un dottorato di filosofia può andare.
Il titolo? Ah, dimenticavo: "L'allevamento avicunicolo nella «Vie de Sainte Douceline» di Philippine de Porcellet: progresso scientifico e illuminazioni filosofiche in Limosino e Linguadoca all’alba del XIV secolo." Notevole, vero? Farà di certo ridere l'attore-deputato-sottosegretario che pare se ne intenda a pacchi di ricerca universitaria.
Nella foto: una squadra di oompaloompa mentre riduce in piccoli tronchi gli alberi caduti nel giardino della BnF dopo la tempesta di qualche settimana fa.

17 gennaio 2009

Nel frattempo

Nel frattempo ha fatto un freddo bestia e ha nevicato: non moltissimo, ma abbastanza per poter fare un piccolo buonuomo di neve.

18 dicembre 2008

Dicevo io: cuniculus

Un comunicato ufficiale della BnF fa luce sull'inquietante presenza di due coniglietti nel giardino della biblioteca. Pare che un timore stile "Night of the Lepus" sia scongiurato, ma il testo non risolve totalmente gli inquietanti interrogativi. Ai quali ne aggiungiamo un altro: chi è che sbrana le carcasse dei piccioni? E' presto per parlare di allarme? I cittadini e i lettori hanno il diritto di sapere.

"Nel mese di Luglio è stata constatata la presenza di due conigli nel giardino centrale del Sito François Mitterrand della Biblioteca Nazionale. Dopo varie investigazioni e consultazioni, gli specialisti del Museo di Storia Naturale, chiamati sul luogo, hanno potuto identificare la specie: si tratta di una specie di coniglio domestico (Oryctolagus cuniculus) la cui morfologia è simile a quella della lepre [lo dicevo io: cuniculus].
La BnF, insieme agli esperti del Museo, ha messo in opera un procedimento di cattura senza rischio per i conigli. L'eventualità che siano di sesso differente non è da escludere: c'è dunque un rischio importante di riproduzione e di proliferazione all'interno del giardino. Oltre le tracce di scavo già percepibili, la loro pratica alimentare porterà presto ad un impoverimento della biodiversità della flora del giardino. In più, questi animali, molto simpatici visti dal corridoio del Rez-de-jardin, sono in realtà in cattività [avversativa incomprensibile: e allora? Per questo devono essere meno simpatici?]: non sono venuti liberamente e non possono uscire da soli [ecco che spuntano le inquietanti domande: chi ce li ha portati? Chi li tiene prigionieri? Sono tutti e due numero 6? Chi è il numero 1?]
Per questi motivi, questi piccoli mammiferi lasceranno presto la loro villeggiatura estiva per un altro luogo più adatto. Il Servizio Spazi Verdi della Città di Parigi è pronto ad accoglierli al Bois de Vincennes, dove saranno in compagnia di altri animali. La BnF veglierà affinché siano trattati con la più grande cura.[perché? Non si fidano? C'entrano qualcosa? E' un complotto?]"

Nel frattempo, uno dei due coniglietti ha aperto una pagina su facebook. Io gli ho chiesto amicizia, e lui, gentilmente, ha accettato. Scorrendo il suo profilo, non solo si scopre che l'eventualità dei sessi differenti non era da escludere, ma che ha anche prodotto 7 piccoli esemplari. L'ultimo suo messaggio, prima della partenza al Bois de Vincennes, lascia forti speranze di un ritorno in grande stile:

"E' probabile che la vita che abbiamo trascorso nel giardino darà luogo ad una costruzione leggendaria e che, tra qualche generazione, un movimento messianico vedrà la luce e proporrà a tutta la tribù un ritorno alla terra dei nostri antenati. Per quel che mi riguarda, io invoco Colui Che Apre le Porte perché reintroduca altri esseri viventi, come già lo ha fatto l'estate scorsa; i miei 7 cuccioli ed io siamo a disposizione, bisognerà solo prevedere un paniere più grande. Ci rivediamo in primavera?"

14 ottobre 2008

Conigli bibliofili

Dentro quel bel complesso di ferro vetro e legno che è la BnF, c’è uno strano giardino; dentro al giardino ci sono degli alberi bassi, degli alberi alti (piuttosto malandati e per questo imbracati contro probabili cadute in caso di forte vento) e dei conigli. Che ci fossero i conigli io lo sapevo già, perché lui lo aveva scritto sul suo blog qualche mese fa e me lo aveva poi ripetuto a voce in una pausa merenda (per la verità piuttosto lunga) nel Club delle lettere (che non è un’antica associazione rivoluzionaria un po’ snob, ma uno dei 4 luoghi del Rez-de-jardin della biblioteca dove si può mangiare, telefonare, prendere un caffè o semplicemente dormire un po').
Ma, sapete com’è, io sono un po’ come l’apostolo: finché non vedo… non che non ci credessi, ma volete mettere vedere coi propri occhi? Quest’estate li avevo già visti: due, che brucavano tranquilli, tra un bosso ed un sassofrasso, come se ci fossero solo loro, ma non avevo la macchina fotografica (che era in mano di qualcuno che aveva promesso di documentare il suo viaggio dalle Alpi alle Piramidi – ossia dalla Val Gardena al Gargano – su questo blog, ma è ottobre inoltrato e noi stiamo ancora aspettando…).lapin bnf

Oggi invece, opportunamente fotomunito, riesco ad immortalare l’incontro et voilà: ecco a voi Monsieur Lapin che, solo soletto, fa merenda nel pratino della Biblioteca.

Mentre lo osservavo, mi domandavo: cosa diavolo ci fa un coniglio nel giardino della Bnf? Fa parte di un progetto parallelo per aumentare i finanziamenti della biblioteca?

- Pâté de Lapin BnFTM: le pâté des bibliophiles!

- Zampa di coniglio BnFTM: l’unico portafortuna ufficiale per le vostre discussioni di tesi e per i vostri concorsi!*
*l’effetto è garantito solo in Francia Metropolitana, Corsica compresa. Potrebbe funzionare nei DOM; probabilmente inefficace nei TOM; non serve a nulla nel resto del mondo.

Oppure combatte una impari e integrata lotta contro un’erba parassita che minaccia gli alberi? E’ un nuovo esperimento genetico tenuto all’oscuro dell’opinione pubblica?

E intanto il mio pensiero divagava, tra il giardino e i libri, l’eterna opposizione tra natura e cultura: ma siamo poi sicuri che al di là del vetro ci sia la natura? E al di qua? Siamo proprio sicuri che ci sia la cultura? E che questa sia opposta alla natura? All’improvviso il coniglio si è girato dalla mia parte e, interrompendo il flusso dei miei pensieri, mi ha detto: «Quando sento la parola cultura, metto mano alla carota!».
Spaventato, sono tornato a studiare.