08 maggio 2013

Quei luoghi comuni sui ritals duri a morire

Colpa anche di Aldo Maccione, che si è prestato a simili misfatti:

   

Trattasi dei titoli di testa di «Pizzaïolo et Mozzarel» (1985) di Christian Gion. Per altro, i commenti di You Tube sono quasi tutti incensatori. C'è gente disperata che non riesce a trovare il DVD, altri che «muoiono dalla voglia di avere la colonna sonora», altri ancora che Aldo, c'est la classe!

(Grazie a ealcinemavaccitu per avermi permesso di colmare questa enorme lacuna nella storia dei rapporti culturali francoitaliani).


09 aprile 2013

Tre santi bastano e avanzano

- Perché io ne ho solo tre: saint Yves per la giustizia (e tu sai, se chiedi qualcosa a saint Yves e non sei perfettamente onesto e giusto lui ti fa morire all’istante, non si scherza mica, bisogna stare molto attenti), saint Christophe quando mi dimentico qualcosa (e infatti l’altra volta avevo perso il portafogli, ho pregato saint Christophe e l’ho ritrovato subito) e saint Michel. Beh, per quest’ultimo mi sembra chiaro il motivo, non c’è bisogno di aggiungere altro.
I cristiani dicono di pregare Gesù Cristo, ma te l’immagini il poverino: dev’essere davvero impegnato! E quando mai riuscirà a rispondere a tutte le richieste! No, via, Gesù non è possibile.
Io ho solo questi tre: saint Yves, saint Christophe e saint Michel. Degli altri, non voglio saperne proprio niente.
(Sull'autobus 26, dalle parti di Gambetta, 20 arrondissement)

20 marzo 2013

Zero Dark Thirty

Se era per quei burocrati cacasotto pacifisti dei democratici col cazzo che lo prendevamo Osama Bin Laden. Meno male che alla CIA c’è ancora in giro gente come noi, quelli della vecchia guardia dei tempi gloriosi di George Dàbliu, quando mica ci voleva un triplo permesso in carta bollata per torturare 'sti cazzo di islamici talebani. Anche se poi ve lo dico, torturare non è mica una passeggiata: ogni cento torturati bisogna un po’ staccare, tornare a fare un lavoro d’ufficio che se no si rischia lo stress, è un lavoro stressante mica una passeggiata. E comunque bisogna ringraziare la tenacia di una donna cazzuta più cazzuta degli uomini, una motherfucker che contro il sistema di poltronari burocrati obamiani è riuscita a convincere tutti alla fine che nella casetta piccolina in Abbottabad si nascondeva lui, il nemico numero 1.

E se anche mi vedete così figa, che mastico il chewingum coi rayban e capelli al vento, che rido in mezzo ai boys barbuti, forzuti e bellissimi dei SEALs, ho un cuore, sapete? E infatti nell’ultima scena piango, sola nell’aereo, perché siamo così, dolcemente complicate, sempre più emozionate, delicate ma potrai trovarci ancora qui nelle sere tempestose, portaci delle rose, nuove cose e ti diremo ancora un altro sì. 

Fuck Yeah!


05 marzo 2013

Sofà degli Addamanera: un gioiellino pop

Franco Battiato incontra Ivan Graziani su fondo di rullate e schitarrate irresponsabili: un gioiellino pop che rasenta la perfezione e si presta ad infiniti ascolti. Sofà si trova nel secondo e (purtroppo) ultimo album dei siciliani Addamanera, Un uomo che si pensava quell'altro, prodotto nel 2011 da Trovarobato e scaricabile gratuitamente da qui: http://www.trovarobato.com/addamanera-netlabel/un-uomo-che-si-pensava-quellaltro.html.

Il resto dell'album vira verso il prog e troverà di sicuro i suoi estimatori (io resto un po' tiepido, ma è un mio problema col progressive). 
Notevole comunque La sorte del toro e premio «titolo più bello di sempre» per Il colore del cane che fugge.
Enjoy!