1 giugno 2007

Elogio dei 30 (e passa)

16 anni la meglio età della vita? Può darsi. Musicalmente parlando no. Certo è l'età in cui si scoprono tante cose, ma io a 16 anni ascoltavo i cinderella e yngwie malmsteen. Rendetevi conto. Non solo quello, per fortuna: ma ho avuto quelle due cassette. Lo confesso. E cose anche peggiori (credo). Pensando a cosa gira adesso nelle mie orecchie, anni fa mi avrebbero annoiato a morte i June of 44 (tutti i loro dischi in heavy rotation sul mio emmepitre), gli Autechre, i !!! e non sarei mai andato oltre le prime due tracce di dischi come Neon Bible, The Good The Bad and The Queen, Sound of Silver.

L'ultimo degli Arcade Fire è veramente molto bello, forse anche meglio del loro esordio che ho amato molto. Detto en passant, non capisco perché molti critici musicali continuino a parlare dell'influenza di Bowie in questo disco: sì, vabbé, ha suonato con loro, ma come non sentire che Windowsill, e soprattutto Antichrist Television Blues - testo e musica - provengono dalla stessa caverna del Boss? (me ne accorgo anch'io che non sono proprio un esperto del settore). E ciò non sminuisce le virtù dei canadesi, anzi...

Damon Albarn, da parte sua, mette a segno un album perfetto. E che gioia ascoltare il basso di Paul Simonon a singhiozzo su History song, dietro ad una chitarra che gratta e che per un attimo lascia intravedere la cresta del vecchio Strimpellatore (altri rimandi e assonanze nel testo di Herculean: you can get it fast in armageddon/everyone is on there way to heaven/slowly/the call for pray/is common around here/in the morning/we wash our faces and go to work/there is no warning...)

Il disco di LCD Sound System rivela un citazionismo spinto che a qualcuno fa storcere il naso: ma è persino banale, visto che per un produttore/dj/remixer la citazione è il pane quotidiano, l'essenza della musica stessa. Sia come sia, ci vuole genialità anche per citare, riferirsi, riprendere e reinventare. Davanti al piuttosto-desolante-panorama-musicale-attuale pieno di cloni, supercloni, sottocloni e oltrecloni (la mia dolce metà ha provato per tre giorni di fila a svegliarmi col simpatico Sandro Bercia: quando ho aperto la bocca per dire tre parole, per fortuna ha smesso:-) questo disco suona come una ventata di aria fresca perché reinterpreta sì il passato ma con una maestria unica. Belli i pezzi "ballabili-epilettici", ma io vado matto per quella vera e propria summa di fine 70-metà 80, essenza pura di new-wave, rappresentata dai 7 minuti e 39 secondi di All my Friends, di una bellezza struggente. Tra l'altro, l'ultimo omonimo singolo uscito da poco contiene due cover di questo pezzo, una (francamente brutta) dei Franz Ferdinand e una invece assolutamente epica di - nientepopodimenoche - John Cale (la trovate qui). E scusate se è poco. Per rimanere da quelle parti, la ballata che chiude il disco (New York I Love You) viene dritta dritta dai basements di Lou Reed (ed è, ovviamente, un complimento)

"Maybe I'm wrong, and maybe you're right..."


PS1: L'elogio non è la solita cantilena dell'imborghesimento musicale che affligge i trentenni: continuo orgoliosamente a far girare i Replacements, i Dead Kennedys, i Minutemen, i Fugazi, i Bad Religion...

PS2: l'elogio è strettamente personale: non ho infatti avuto la fortuna di avere un cugino capellone spacciatore di dischi non tagliati e di qualità eccelsa (addirittura jazz!). Di quei dischi, però, qualche briciola è arrivata anche a me, in tenera età. E anche grazie a quelle briciole, forse, che ho chiuso la porta ai malmsteen e l'ho lasciata aperta al resto.

9 commenti:

francesca ha detto...

...e meno male che i tuoi gusti sono un pochino migliorati! In fatto di donne, poi, la maturità t'ha reso un gran servigio, non c'è che dire!!! :)

Fernando ha detto...

Mi sento un po chiamato in causa...
;-)
E vabbè ma anche tu hai un cugino ex-capellone, cioè pierluigi (oramai ex-capelli).
Che poi io al jazz ci sono arrivato dopo aver abbandonato i lidi domestici e cugineschi, con il solito sistema di link e di collegamenti. Cose tipo steve wynn che cita tra i suoi album da isola deserta kind of blue (questa me la sono inventata adesso), la colonna sonora di requiem for a dream che mi fa chiedere chi sono i kronos quartet (questa è vera) o don de lillo che in underworld fa ascoltare a uno dei protagonisti A love supreme (questa non è vera ma ci sta bene)

arcomanno ha detto...

Sì, vabbé... ma non puoi negare che hai avuto accesso a roba tipo "I Advance Masked" molto prima di qualsiasi altro (pensa che ancora oggi, io non l'ho mai ascoltato!)

:-)

Anonimo ha detto...

Belli gi LCD! Li ascolto poco, come tutta la roba che scarico e che finisce archiviata in cd mp3 all'interno dei quali è un casino ripescarli: la rottura dell'iPod è stata un vero disastro...

...ma no, in realtà il problema inizia da prima: ho avuto I Advance Masked a fine anni '80, dietro a un disco di Costello (i tempi delle c-90...) e sì, un po' l'ho ascoltato e mi piaceva, ma non mi sono mai messo in cuffia a cercare di capirlo bene.

Sarà che ci sentivo tanti terzi King Crimson, avevo già dato...

Anche i Battles rischio di ascoltarli meno di quanto meriterebbero, solito problema.
Invece i Satellite Party di Perry Farrell mi stanno prendendo bene, così come i sempre attuali Pere Ubu.
Adolescenza, trent'anni, quaranta... sono states of mind, la musica nuova basta aver voglia di cercarsela (e tempo e modo di ascoltarne le valanghe che quest'epoca mette a disposizione).

Giulio uznzdka (ah no, questa va scritta sotto)

arcomanno ha detto...

Grazie, Giulio, per il sostegno morale (it's just a state of mind).
E saltando di film in film, col solito sistema di "link e collegamenti" dove li mettiamo i Gogol Bordello?

Anonimo ha detto...

Sul podio! E non solo per Santa Marinella, ma perché sono splendidi, come era spledido il cantante in "Ogni cosa è illuminata".
The Good The Bad & the Queen... altro disco perso in un cd mp3: l'ho ascoltato un paio di volte poi non più. Rivoglio l'iPod... lmpuhthw...

arcomanno ha detto...

Beh, mi sa che lanceremo su questo blog una colletta per un nuovo ipod: mica puoi andare avanti così!

Io sono un ballerino superiore; per questo molte ragazze vogliono essere carnali con me

Fernando ha detto...

Mi spiace, ma il link più "luminoso" di "ogni cosa è illuminata" non porta ai gogol bordello, anche se era quello più evidente, in grassetto e sottolineato, per la presenza del cantante.
Ogni cosa è illuminata mi ha portato ai Tin Hat Trio, fino ad allora sconosciuti. "Fear of the south" pervade il film, lo impregna, non lo molla, ed è triste ma piena di speranza come la storia raccontata. Ascoltate "sad machinery of spring" (che titolo! Bellissimo) e mi direte.

"...I was of the opinion that the past is past, and like all that is not now it should remain burried along the side of our memories..."

arcomanno ha detto...

Come dire? E' soggettivo... non si tratta di "luminosità" o di grassetti e sottolineatura, secondo me, ma di sensibilità.
L'ultimo disco dei Tin Hat Trio è molto bello, ma per me è un po' ostico. Invece i Gogol Bordello mi fanno impazzire, anche perchè, certamente, sono più viscerali, più immediati, più orecchiabili.
Dunque, se Tin Hat Trio sono bravissimi, i Gogol Bordello sono "un gruppo molto superiore!"