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19 gennaio 2012

Hugo Cabret: l'omaggio di Scorsese a Georges Méliès

La tomba di George Méliès al Père Lachaise
Ha tanti difetti l'ultimo Scorsese: una Parigi molto cartolinata, tra Ratatouille e Amélie, i buoni sentimenti a profusione, il soggetto liso del classico film di natale, le scene tiralacrime, qualche effetto speciale troppo chiassoso.

Eppure l'omaggio a Georges Méliès (nel film un preciso Ben Kingsley) è davvero sentito, commosso e commovente, e alla fine produce una bella fiaba per bambini (e non solo), con una piacevole atmosfera steampunk e alcune sequenze memorabili, come quella che apre il film o quella del sogno che rievoca lo spettacolare incidente ferroviario della Gare Montparnasse. Molto bello, anche se un po' didascalico, il ripasso di storia del cinema nella Bibliothèque Sainte-Geneviève (spacciata per una fantomatica biblioteca di un'ancor più fantomatica Accademia del Cinema).

Ma la parte migliore del film – e quella più scorsesiana: che si tratti di (italo)americani, di blues o di cinema, alla fine c'è sempre la tentazione del ritorno alle radici – è indubbiamente la ricostruzione delle riprese sul set della Star Film, con i draghi meccanici, gli scheletri, i trucchi di montaggio: un'ode al cinema e alla meraviglia che produce. 

10 giugno 2008

Sulla tomba di Jim Morrison

Al cimitero del Père Lachaise, la tomba del Re Lucertola attira ancora oggi fiumi di giovani da tutto il mondo, buona parte dei quali, dopo essersi raccolti sulla lapide dell’adorato idolo (?) e fatto qualche due o trecento foto della stessa, non possono esimersi di lasciare una parola, un ricordo, un ex-voto qualsiasi per testimoniare a se stessi e al mondo che “sono stati lì”. Ma visto che da un po’ di tempo la sepoltura è stata transennata dall’amministrazione (rendendola ancora di più simile ad un palco postumo – e spesso qualche impiegato municipale in uniforme staziona pure nei paraggi, curiosa figura di security post-mortem), i messaggi vanno ormai vergati sulla cappella dell’ignaro vicino - morto anni prima di Jim - che mai avrebbe pensato di ospitare sui muri della sua eterna dimora siffatto “Libro d’oro”, tale florilegio di condoglianze, del quale si riportano qui di seguito i passaggi più curiosi, stilati nella lingua che – ahimé – fu quella di Dante.

A Betty va indiscutibilmente il nastro d’argento della poesia: «Jim, dio del rock e dell’amore, per sempre nel mio cuore» (ad essere puntigliosi, mancherebbe un “fiore”, ma pazienza).

Kinga Marta aveva un sogno e l’ha realizato: noi siamo contentissimi per lei e sottoscriviamo il rock and roll forever.

Alessia manda un messaggio a Jim che ci sembra, però, molto confuso: «x Jim. Ti troverò, ovunque tu sia… e, forse, ti ho già trovato! ASPETTAMI!».

Chi non è per niente confuso, invece, è l’anonimo del 28/2/08, che ha già trovato di sicuro il Morrison e lo saluta come fosse un suo vecchio amico: «Jim, ci si vede».

Penny S. da Palermo, ci lascia con un atroce dubbio sull’uso della punteggiatura: «Ciao James. Saluti da Palermo. 6 un grande?» Ai posteri l’ardua sentenza.

Da Bagheria abbiamo un semplice «Grande Jim!», seguito da un «W l’Italia» (e visto che c’erano potevano pure metterci un «Forza Juve», un «Alé ragazzi!», un «Siamo i campioni del mondo», che in Gallico suolo ci sta sempre bene).

Dalle Alpi alle Piramidi, dalla Sicilia alle Tre Venezie, un altro maschio messaggio marziale insegna ai barbari incolti il tono dell’alta lingua della Nazione che già fu due volte Impero: «5a A Portogruaro. Rende Onore!» (A chi? Al camerata James Douglas Morrison? Grande è la confusione sopra le tombe, di questi tempi…)

Dopo un’anonima che «C’è l’ho fatta. Sono venuta a trovare Jim» e l’sms collettivo: «Vivi la vita cm 1 lungo viaggio ma nn dire mai “sn arrivato”», firmato: Ale, Vane, Vivi, Illy, Kiki, Sasa, Giò, chiudiamo con il premio sincerità & onestà intellettuale assegnato all'unanimità a Sergio from Sicily, che dichiara il 10/04/08: «Non ti conosco ma mi 6 simpatico».

Beh, sarà di certo la vecchiaia che mi spinge ad una distaccata ironia: ai miei tempi, se le stelle non avessero congiurato per farmi saltare la gita a Parigi di quinta liceo, sicuramente anch’io sarei venuto a raccogliermi sulla tomba di Jim. E forse avrei lasciato anch’io un ex-voto, magari una citazione a caso presa da una sua canzone (già allora me la tiravo), magari qualcosa del genere. Di sicuro, però, non avrei fatto come Erika, la quale (insieme a Vale) ha avuto la sfacciataggine di scrivere sulla tomba di Oscar Wilde (altra star del Père Lachaise) «Spero ke mi porti fortuna fare la tesina su di te!!!»

Cara Erika, spero tanto ke il tuo (o la tua) prof ti abbia rimandato: la prossima volta la tesina falla su Moccia, forse ti porterà più fortuna.

No, dai, sono troppo cattivo: almeno il congiuntivo l’hai azzeccato! LOLLLL!!!!!!