22 giugno 2008

Libé bling-bling

carla libé.jpgChe Libération fosse diventato nel tempo un giornale molto moderato, bobo, con un occhio alla gauche-caviar e un altro al modaiolismo festaiolo e vippettaro (ma sempre di gente cool, ça va de soi), lo sapevano anche i muri (coloro che son passati dal col Mao al Rotary, per citare una famosa lettera aperta di Guy Hocquenghem).
La scelta di ospitare Carlà in redazione, con copertina e 5 pagine di intervista sulla politica, sulla musica, sulla Francia, sui rapporti col Marito Presidente, rappresenta non di meno un discreto passo in avanti verso il trash, la spazzatura, l'appiattimento totale del grande flying circus mediatico che tutto 'l mondo appuzza.

Per la verità, metà redazione era contraria al progetto e fino alla fine pare che ci siano state non poche frizioni. All'inizio, infatti, l'idea geniale e provocatoria delle teste d'uovo di Libé era quella di far apparire Carlà redattrice-capo per un giorno; di consegnarle, insomma, la redazione per un giorno intero, come avevano già fatto in marzo con un gruppo di studenti di Nanterre per commemorare il '68. Dopo tre giorni di dibattito intenso e trattative, la provocazione si è limitata alla visita in redazione, la copertina e 5 pagine di intervista sullo scibile umano: d'accordo, la first lady non sarà un premio nobel, ma visto che si dichiara "epidermicamente di sinistra", è pur sempre un gran pezzo di figa, canta pure, che si fa: non la si intervista?

Ho sempre pensato che la merda, "epidermicamente", non abbia un buon odore: chissà perché...

- 'l primo che risento parla' male di Le Monde diplomatique lo sfondo.
(Compagno Vladimiro Tegoloni, casa del popolo "V. Majakovskij", durante un dibattito post-tombola).

Ultim'ora: pare che il direttore di Libération abbia sottoposto ai suoi redattori un'altra provocazione dal sapore dadaista: consegnare la redazione per un giorno intero a Marion Anne Perrine Le Pen. Benché non comparabile all'ex-modella, la Marine nationale è comunque una bella biondona, pare canti decentemente e più volte ha dichiarato di sentirsi "epidermicamente" vicina ai soixante-huitards, visto che è nata il 5 agosto del 1968.

7 commenti:

alt ha detto...

Libé ha superato Repubblica, quando pubblicò in prima pagina e caratteri cubitali la lettera della squinzia di Arcore a suo marito.
Non lo sapevo, sono anni che non compro "Libé". Non consola dire "me l'aspettavo": la notizia resta pessima. Vivia sotto una tempesta di merda, ormai. Cinque pagine? Cinque pagine?!
Alt
P.S.: Un'obiezione, tuttavia. Credo che all'epoca il supplemento non esistesse, ma c'est tout comme. La prima persona che avrebbe dovuto sfondare il compagno Vladimiro sarebbe stata John Patrick Headline (vedi cosa scrive di Ramonet ne "Les Yeux de la momie).

alt ha detto...

Una magra consolazione: almeno qui esiste ancora un'opinione pubblica indipendente, persino dagli stessi mezzi di comunicazione.
Alt
P.S.: Ma poi torna l'amarezza, leggendo la dichiarazione finale rilasciata dalla redazione e riportata dall'AFP. Ormai anche i giornali, come tutti, si dichiarano irresponsabili. Ricordo l'inizio geniale di "Zombi", nello studio televisivo: in mezzo alle riprese di un dibattito su cosa fare dei cadaveri redivivi che volge in rissa, un operatore si toglie le cuffie e dichiara con malcelato sollievo: "Our responsibility is finished".

arcomanno ha detto...

Sì, è vero: la reazione per fortuna c'è stata (80% di insulti, mica male).
Quanto all'esimio Headline, non conosco il suo "parlar male" (ma dans les yeux de la momie non c'erano recensioni cinematografiche?) ma qui non si tratta della persona. Credo che il Compagno Vladimiro, se interpreto bene il suo pensiero, fosse "epidermicamente stanco" di un certo tipo di snobismo piuttosto in voga tra noi occidentali che fa finta di non accorgersi che c'è una differenza abissale tra un giornale (con il quale si può non essere d'accordo) e la carta da culo (con la quale... beh, "non ti faccio un disegno", come dicono quaggiù).

alt ha detto...

È un bel po' che non uso più né il giornale né la carta igienica: il culo me lo pulisco direttamente con le dita, e poi schiaffo tutto sulla parete. Coi tempi che corrono, signora mia, non si butta via niente!
Alt

arcomanno ha detto...

Questa mi ricorda quella del bicchiere che non c'è più...

alt ha detto...

Infatti, non a caso quel pelato col whisky in mano ha una faccia di merda e la poesiola finale è brutta come la sete.
Alt

alt ha detto...

Oh, voi tutti che siete in questo bar: dimenticavo di ricordarvi (anche se avrei preferito ricordare di dimenticarmelo) che se l'Italia è stata eliminata (solo la squadra di calcio, purtroppo), L'ULTIMO GIOCO IN CITTÀdi ieri aspetta ancora un vincente. Qui c'è in palio un ducato e mezzo, per fare le scorte di carta igienica basta e avanza almeno fino alla pensione, ops, refuso, volevo dire alla morte!
Alt